All’inizio tutti volevano il pannello a infrarossi a parete. Sembrava più logico, come un quadro o come un termosifone. Oggi otto pannelli su dieci che montiamo in Italia finiscono a soffitto. Non perché sia più facile, ma perché a soffitto il pannello scalda meglio, si vede di meno e non ruba nemmeno un centimetro di parete. Chi lo prova una volta non lo mette più a parete.
Perché a soffitto scalda meglio
Il pannello a infrarossi funziona come il sole. Deve vedere la stanza per scaldarla. Se lo metti a parete, metà del suo calore finisce subito sulla parete di fronte, l’altra metà viene bloccata da divano, tavolo o tenda. A soffitto invece vede tutto. Vede il pavimento, vede il letto, vede il divano, vede le pareti fredde. Il calore scende dall’alto e scalda in modo uniforme. Non c’è zona calda vicino al pannello e zona fredda lontana, tutta la stanza ha la stessa temperatura.
La differenza si sente soprattutto sul pavimento. Con i termosifoni classici il pavimento è sempre il punto più freddo e i piedi sono freddi anche se a livello della testa fa caldo. Con il pannello a soffitto il pavimento è il primo a scaldarsi. Diventa caldo come se sotto ci fosse il riscaldamento a pavimento, ma senza dover rifare il massetto. In bagno o in camera da letto cammini scalzo anche in inverno.
Invisibile e senza compromessi di arredamento
In un appartamento moderno ogni metro di parete vale oro. Libreria, televisione, quadro, armadio. Se metti un pannello a parete devi lasciare libera la parete davanti, altrimenti il divano blocca il calore. A soffitto questo problema non esiste. Il pannello è bianco, spesso due centimetri, si fonde con il soffitto e non si nota. Non devi spostare mobili, non devi lasciare corridoi liberi per il calore, non devi pensare dove mettere la presa.
È per questo che negli affitti turistici, negli studi e negli uffici viene montato quasi solo a soffitto. L’ospite non lo può coprire con una valigia, il cliente non ci può appoggiare una giacca, il bambino non lo può toccare. In una cameretta è anche più sicuro, perché il pannello caldo è lontano dalle mani.
Come si monta e cosa guardare
Il montaggio a soffitto fa paura solo all’inizio. In realtà è più semplice che a parete. Si fissano quattro staffe con tasselli al soffitto in calcestruzzo o cartongesso rinforzato, si aggancia il pannello e si collega il cavo. Se hai il controsoffitto, il cavo passa sopra ed è invisibile. Se non hai controsoffitto, si usa una piccola canalina bianca che va fino alla parete. Lavoro finito in mezz’ora per pannello.
L’altezza ideale è tra due metri e trenta e tre metri e mezzo. In una casa normale con soffitto a due metri e settanta è perfetto. Se il soffitto è più alto di tre metri e mezzo, meglio prendere un pannello più potente, perché la distanza dal pavimento aumenta.
La regola più importante è non coprire mai il pannello e non metterlo sopra una trave che blocca la vista. L’infrarosso deve vedere la stanza, altrimenti non scalda. Se hai un lampadario grande al centro, metti due pannelli più piccoli ai lati invece di uno grande al centro.
Il consumo è minore a soffitto
Sembra strano ma a soffitto il pannello consuma di meno. Poiché scalda il pavimento direttamente, la stanza raggiunge la sensazione di caldo più velocemente. Il termostato spegne prima. A parete il pannello scalda prima la parete opposta e l’aria, solo dopo arriva il calore al pavimento. Per questo nelle nostre misurazioni in appartamenti reali un impianto a soffitto lavora circa il dieci percento di ore in meno rispetto allo stesso impianto a parete.
Abbinato a un termostato WiFi con sensore a pavimento, il pannello a soffitto diventa un finto riscaldamento a pavimento. Imposti ventidue gradi a terra e lui mantiene quella temperatura. Entri scalzo e senti il pavimento tiepido, come in una casa nuova con impianto a pavimento, ma l’hai realizzato in un giorno senza rompere nemmeno una piastrella.
